Vivere Assisi significa immergersi in un’atmosfera senza tempo, tra spiritualità, arte e natura. Scegliere un agriturismo vicino Assisi come base per il tuo soggiorno ti permette di unire la tranquillità della campagna umbra alla possibilità di esplorare i tesori della città di San Francesco.
Passeggiando tra le strade di Assisi, il Santuario di San Francesco ti accoglie con la sua maestosa basilica, simbolo della devozione e della storia religiosa della regione. Ogni angolo della città racconta la vita del santo e dei pellegrini che, da secoli, percorrono i luoghi del Cammino di Francesco, un percorso di spiritualità e contemplazione immerso nel verde delle colline umbre.
Ma Assisi non è solo spiritualità: le sue architetture raccontano un dialogo unico tra sacro e profano. Dalle chiese medievali ai palazzi nobiliari, ogni costruzione svela dettagli artistici straordinari che testimoniano secoli di storia e cultura. Dopo una giornata di visite, tornare al comfort e alla quiete di un agriturismo vicino Assisi significa rilassarsi tra profumi di campagna, prodotti locali e panorami mozzafiato sulle colline umbre.
Scegliere un soggiorno in agriturismo ti permette di vivere esperienze autentiche: degustazioni di olio e vino, passeggiate tra uliveti e vigneti, e momenti di relax immersi nella natura. È l’ideale per chi desidera scoprire Assisi in modo autentico, combinando la bellezza artistica e spirituale della città con la genuinità della vita rurale umbra.
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A due anni dalla morte di Francesco d’Assisi, avvenuta il 3 ottobre 1226, venne posta la prima pietra della nuova basilica a lui intitolata. Il cantiere, destinato a protrarsi ben oltre il XIII secolo, vide all’opera alcuni tra i più grandi pittori del tempo, da Cimabue a Giotto, da Pietro Lorenzetti a Simone Martini. E fu soprattutto grazie a Giotto, insuperato interprete della vicenda umana del santo, che la nuova umanità del messaggio francescano trovò la sua più eloquente resa in immagini, unitamente all’invenzione di un distinto linguaggio pittorico ispirato alla realtà visibile. Non c’è luogo in Umbria in cui la vicenda di Francesco e del suo movimento non abbia lasciato testimonianze: da quelle figurative, di cui abbondano molte chiese della regione, ai luoghi dove si consumò la stessa esistenza del santo. Oltre ai numerosi eremi, luogo di preghiera, da quello delle Carceri ad Assisi al Sacro Speco a Narni, tutta la regione è segnata dalla presenza di insediamenti francescani, non di rado fondati dagli stessi primi discepoli di Francesco.
L’innesto sulle forme romaniche del nuovo linguaggio gotico trova in Umbria due eccezionali modelli: nella stessa basilica assisiate, paradigma architettonico per l’edificazione di analoghi edifici nella regione, e, all’esordio del Trecento, nel duomo di Orvieto con la mirabile facciata di Lorenzo Maitani, ispirata a modelli senesi. Ma è nella piazza medievale che l’Umbria comunale ridisegna gli spazi della vita civile con una sapienza urbanistica inusuale per potenza espressiva e capacità progettuale. La fisionomia della piazza medievale è caratterizzata dalla compresenza dei simboli del potere politico e religioso: la cattedrale, massima manifestazione del dominio del sacro, e il palazzo civile, destinato a rappresentare la nuova autorità della rappresentanza comunale. Dalla piazza di Perugia, su cui si affacciano la cattedrale dalla facciata incompiuta e il possente palazzo dei Priori, raccordati visivamente dalla Fontana decorata dalle sculture di Nicola e Giovanni Pisano, a quella di Todi che in modo eccezionalmente regolare accoglie i tre palazzi delle magistrature civili (del Popolo, del Capitano e dei Priori) assieme alla scenografica cattedrale e l’annesso palazzo vescovile; fino ad arrivare a quella di Gubbio, tra le più ardite realizzazioni urbanistiche del medioevo, destinata a ospitare il palazzo dei Consoli, posto in posizione emergente rispetto al contesto cittadino e in relazione con la “Platea Communis” che, poco più in alto sul monte, accoglie la cattedrale.